Sas Festas de Cabidanne a Bulzi. Il nome custodisce una storia antica e affascinante: Cabidanne è il termine sardo per “settembre” e deriva dal latino caput anni, ovvero “inizio dell’anno”. Nel calendario agropastorale di un tempo, settembre segnava il vero Capodanno della terra: si chiudeva il ciclo dei raccolti estivi e ci si preparava a benedire i campi per le nuove arature. Pur avendo anticipato i festeggiamenti sul finire di Agosto, per favorire la partecipazione della comunità e il rientro dei nostri emigrati, lo spirito di gratitudine rimane il cuore della nostra festa. Al centro di queste giornate ci sono Santa Lucia e Sant’Isidoro, due figure spirituali profondamente legate alla vita e alla storia di Bulzi: Sant’Isidoro Agricoltore, patrono di chi lavora la terra. La sua vita semplice, fatta di preghiera e fatica nei campi, ci ricorda la dignità del lavoro umano. A lui affidiamo la fertilità delle nostre campagne, benedetta tradizionalmente dalla sfilata dei trattori addobbati a festa. Santa Lucia, martire e custode della luce. Oltre alla memoria invernale, la tradizione sarda la invoca nei cicli di transizione agraria per proteggere il raccolto del grano e guidare i passi della comunità verso la luce della fede. Ancora oggi i festeggiamenti civili e religiosi vengono organizzati grazie alla generosità dei bulzesi e da da un Comitato di volontari che con dedizione, sacrificio e tanta passione continuano a dedicare una parte del loro tempo per mantenere viva questa tradizione di Bulzi.