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Chiesa di Su Rughefissu – San Pietro delle Immagini

Descrizione

Un gioiello del romanico-pisano nel cuore dell’Anglona Questa chiesa è uno dei più importanti esempi di romanico-pisano in Sardegna. Costruita in tre fasi, il suo passato è avvolto nel mistero: per alcuni studiosi fu parte integrante di un importante monastero benedettino (di cui restano poche tracce murarie), per altri fu l’antica cattedrale e sede del Vescovo di Ampurias. Datazione XII Secolo La Chiesa Nelle campagne di Bulzi, la chiesa fu realizzata in tre fasi fra il 1050 e il 1220, situata a circa 4 km dal paese sulla SS 134 in direzione di Laerru. La chiesa è detta “del Crocifisso” perché un tempo (fino al 1957) custodiva diversi altari, un retablo e uno straordinario Gruppo Ligneo della Deposizione del XIII secolo, capolavoro policromo di scuola toscano-fiorentina composto da 5 statue. Per garantirne la conservazione, queste opere sono oggi custodite nella Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, al centro del paese.

Il nome “San Pietro delle immagini” le viene attribuito per la prima volta dallo storico Fara nel 1500; non abbiamo documenti certi che ne attestino la denominazione originale. Il Fara avrà forse utilizzato il termine “immagini” perché la chiesa è ricca di segni, simboli e immagini sia all’esterno sia all’interno. Da notare la lunetta del portale in facciata, dove si trova un piccolo rilievo recante tre figure umane. Descrizione e simbolismo L’edificio, a croce latina, si presenta ad aula longitudinale a navata unica, con transetto e un’abside orientata a nord-est. Costruita in pietra vulcanica, si distingue per l’utilizzo di calcare chiaro in facciata in alternanza con la pietra più scura, tipico dello stile romanico. Questa prassi costruttiva si ritrova anche all’interno, nel catino dell’abside e nelle volte a botte del transetto.

Tra i vari simboli di cui la chiesa è contornata, quello che maggiormente colpisce è la formella dell’architrave del portone d’ingresso, dove si trovano tre figure scolpite in bassorilievo. Non si sa esattamente quale sia il loro significato, ma esistono tre ipotesi principali:• La prima vuole che la formella risalga all’epoca bizantina e potrebbe rappresentare semplicemente un monaco orante sorretto da due accoliti. • La seconda ipotesi afferma che, essendo la chiesa un complesso benedettino, l’autore abbia voluto rappresentare San Benedetto sorretto, in punto di morte, da due discepoli, così come viene raffigurato secondo la tradizione. • Secondo la terza ipotesi, formulata da Gian Gabriele Cau, la figura centrale rappresenterebbe il martirio di San Pietro, a giustificarne così l’intitolazione della chiesa. Un’attenta analisi del paramento murario consente di individuare le differenti fasi realizzative dell’edificio. Alla fase di impianto corrispondono le parti basse dei fianchi, dalla facciata al transetto, individuabili anche per l’utilizzo di pietre di medie dimensioni sommariamente lavorate. Ad un secondo momento sono da ascrivere la parte alta dei muri perimetrali, il transetto e la facciata, dove si nota una tecnica costruttiva più elaborata con l’utilizzo di pietra ben squadrata. Se per l’impianto originario non si hanno fonti documentarie, l’ampliamento sarebbe testimoniato da un’epigrafe trascritta nel 1902 da Dionigi Scano in occasione dei restauri della chiesa.

L’iscrizione, collocata in uno dei cavalletti del tetto, riporterebbe il nome del vescovo di Ampurias Giovanni, che risulta documentato agli inizi del XIII secolo. Secondo alcuni recenti studi, la chiesa di San Pietro del Crocefisso sarebbe inoltre una sorta di “orologio medievale”: attraverso il gioco di luci creato dalle monofore vengono scandite le ore del giorno e i tempi delle stagioni. Il contesto e l’Anglona Situata al centro dell’Anglona, si trova su una linea immaginaria che comprende 8 chiese: Santa Maria di Tergu, San Pancrazio, San Nicola di Silanis (in rovina, in parte restaurata), Santa Maria di Solio o SS. Annunziata (in rovina), Santa Barbara o Sant’Anna, San Giovanni, Sant’Elia, San Pietro di Simbranos (chiesa oggi completamente scomparsa, situata a nord del centro abitato di Bulzi, con la quale in alcune guide viene spesso confusa San Pietro delle Immagini) e la stessa San Pietro delle Immagini.

• Dove: A 4 km da Bulzi, sulla SS 134 verso Laerru. • Epoca: 1050 – 1220 d.C. (Romanico-Pisano). • Da non perdere: Il gioco di luci che scandisce le ore, i colori e i bassorilievi della facciata, e la Deposizione lignea custodita nella parrocchiale in paese.



Attrazioni Chiesa di Su Rughefissu – San Pietro delle Immagini

Anglona - Chiesa di Su Rughefissu – San Pietro delle Immagini

Categoria

Chiesa

Indirizzo

Strada Statale 134 di Castel Sardo, 07030 Bulzi SS

Orari di apertura

APRILE – OTTOBRE
dalle 10:00 alle 19:00 Martedì Chiuso

Punto Ristoro
7 giorni su 7 dalle 10.00 alle 2.00

Link utili

SIMBRANOS Società Cooperativa

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