Nulvi, è una comunità di 2696 abitanti, il suo antico nome è Nugulbi. Le lingue parlate sono l’italiano e il sardo. Il centro abitato si trova a 478 metri s.l.m. adagiato sugli spalti di monte San Lorenzo. Presenta un centro urbano caratterizzato da edifici storici di pregevole fattura appartenuti al clero, alla nobiltà e alle classi agiate nulvesi.
L’economia è proiettata principalmente sull’allevamento e sulla produzione di latte e derivati. Questo ha permesso, nel lontano 1966, di costituire la Cooperativa Casearia San Pasquale, che attualmente processa cinque milioni di litri di latte all’anno esclusivamente ovino e produce formaggi di eccellenza come il famoso Grananglona. Inoltre sono presenti diverse imprese edili e attività commerciali. Con lo sviluppo dei flussi del turismo rurale sono sorte diverse attività ricettive e agrituristiche che propongono dei soggiorni all’insegna del benessere, della tranquillità e della buona cucina tradizionale.
Il Comune di Nulvi dal 2016 ha attivato il progetto Case 1€, con 10 case inserite e 7 acquisite e ristrutturate, riqualificando il centro storico e ospitando cittadini della penisola ed extra europei.
Il territorio di Nulvi è ricchissimo di nuraghi, la maggior parte dei quali inaccessibili. Tra quelli visitabili, i più importanti sono:
Nel centro urbano si possono visitare:
Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta, Chiesa di Nostra Signora del Rosario, Oratorio di San Filippo Neri (custode delle macchine a spalla dette “Sos Candhaleris”), Chiesa di San Giovanni, Chiesa di Santa Croce, i due conventi, “Cunventu de subra” con la Chiesa di San Bonaventura e “Cunventu de Josso” con la Chiesa di Santa Tecla.
Al di fuori dell’abitato, le chiese campestri di Sant’Antonio Abate, Madonna di Monte Alma, lo Spirito Santo e i ruderi di San Lussorio e San Michele.
Nulvi è l’unica comunità dell’Anglona storica che ha conservato gran parte dell’antico sistema vestimentario tradizionale femminile e maschile, una vera è propria miniera etnografica. Oggi il vestiario popolare è utilizzato dagli abitanti in occasioni religiose solenni o nelle manifestazioni folkloristiche.