C’è una pagina di storia sarda, affascinante e quasi dimenticata, che sta tornando alla luce. L’articolo firmato da Paolo Ardovino, accende i riflettori su un’importante novità editoriale: il libro “Il Principato di Anglona”, scritto dall’intellettuale e guida turistica olbiese Cristina Ricci . L’opera è il frutto di un lungo e appassionato studio d’archivio che svela come l’Anglona non sia stata solo una terra di baroni, ma un vero e proprio principato durato fino al 1900.
👑 Maria Josefa Alonso Pimentel: una principessa illuminata
Al centro di questa ricostruzione storica c’è la figura di Maria Josefa Alonso Pimentel, duchessa di Gandía e contessa di Oliva. Il 24 luglio 1767, grazie a un’operazione diplomatica guidata dal re sabaudo Carlo Emanuele III, le venne riconosciuto il titolo di Principessa di Anglona per legittimare i possedimenti spagnoli nell’isola.
Maria Josefa fu una delle donne più colte, moderne e influenti del Settecento europeo, tanto da essere ritratta persino dal celebre pittore Francisco Goya. Sebbene non abbia mai messo piede in Sardegna, governò e mantenne i diritti feudali su un vasto territorio compreso tra i rilievi del Sassarese, la Gallura e il golfo dell’Asinara
Un ponte culturale tra Sardegna e Spagna
La scintilla che ha spinto l’autrice a indagare è scattata a Madrid, a pochi passi da Plaza Mayor, imbattendosi nell’indicazione del “Giardino del Principe di Anglona”. Da lì è partita una ricerca approfondita tra gli archivi storici di Cagliari, Toledo, Madrid e Osuna.
Questa riscoperta ha riallacciato forti legami istituzionali: una delegazione di sindaci dei dodici comuni dell’Anglona si è recata di recente a Osuna, in Andalusia, per rendere omaggio alle tombe dei principi, celebrando una storia comune che dura da ben 270 anni.
🏛️ I progetti per il futuro: un museo a Madrid
Le celebrazioni ufficiali del principato si terranno nel 2027. Nel frattempo, a Madrid, proprio nei pressi del Parco del Capricho (creato originariamente da Maria Josefa), nascerà un museo dedicato. Questo spazio racconterà anche la storia di tutta la Sardegna, creando una vetrina promozionale e culturale senza precedenti per l’isola.
Il libro di Cristina Ricci non è quindi solo un saggio per appassionati, ma un prezioso strumento di identità e un’opportunità di riscoperta turistica e culturale per l’intero territorio.